Marchi identici o simili ad un emblema di Stato; l’impedimento assoluto alla registrazione si applica anche ai marchi di servizi

Il 23 luglio 2002 l’American Clothing presentava all’UAMI una domanda di marchio comunitario  costituito dall’immagine di una foglia di acero e dal sottostante gruppo di lettere “RW” per i prodotti e servizi delle classi 18, 25 e 40. Con successiva decisione del 7 ottobre 2005 l’ufficio negava la registrazione del marchio richiesto per tutti i prodotti e i servizi interessati in base al disposto dell’art. 7 n. 1 lette h) del regolamento n. 40/94, in quanto tale marchio è idoneo a generare nell’apprezzamento del pubblico l’impressione dell’esistenza di un nesso tra lo stesso ed il Canda, dal momento che la foglia di acero contenuta nel marchio richiesto è una imitazione dell’emblema del Canada. Il ricorso avverso tale decisione veniva respinto.L’American Clothing presentava ricorso presso la cancelleria del Tribunale, il quale annullava parzialmente la decisione nella parte in cui riguarda la registrazione del marchio per i servizi appartenenti alla classe 40, per il fatto che l’art. 6 ter n. 1 lett. a) della Convenzione di Parigi, al quale l’art. 7 n. 1 lett h) del regolamento n. 40/94 fa rinvio, non si applica ai marchi di servizi. La Corte di Giustizia, chiamata a pronunciarsi sulle cause instaurate dall’American Clothing e dall’UAMI per l’annullamento della sentenza del Tribunale, ha statuito quanto segue. L’art. 6 ter della Convenzione diParigi, cui rinvia l’art. 7 del regolamento n. 40/94, lascia alla libera valutazione degli Stati firmatari la facoltà di estendere ai marchi di servizi la tutela garantita a quelli di prodotti, pertanto la Convenzione di Parigi non impone ai suddetti Stati di operare una distinzione tra questi due tipi di marchi. In ambito comunitario l’art. 7  n. 1 lett. i) del regolamento n. 40/94, che riguarda i marchi che comprendono distintivi, emblemi o stemmi diversi da quelli previsti dall’art. 6 ter della  Convenzione di Parigi, è applicabile indistintamente ai marchi di prodotti e ai marchi di servizi, ne consegue che il Tribunale ha ritenuto a torto che la decisione controversa, negando la registrazione del marchio richiesto per i servizi appartenenti alla classe 40, abbia violato l’art. 7 n. 1 lett. h) del regolamento n. 40/94; in forza di tali considerazioni la Corte ritiene di accogliere l’impugnazione proposta dall’UAMI e di annullare la sentenza impugnata nella parte in cui essa annulla la decisione controversa della prima commissione di ricorso dell’UAMI, per quanto rigurada la registrazione del marchio richiesto per i servizi della classe 40. Atteso, infatti, che la distinzione operata dal Tribunale tra i marchi di prodotti e quelli di servizi nell’applicazione dell’art. 7 n. 1 lett. h) del regolamento sul marchio comunitario è priva di fondamento, la registrazione del marchio richiesto poteva essere legittimamente negata per quanto riguarda i servizi della classe 40 per i medesimi motivi esposti in relazione ai prodotti delle classi 18 e 25.

Fonte: www.curia.europa.eu