Vendita con segni mendaci (art. 474 c.p): la responsabilità penale sussiste anche se il marchio non è stato registrato o l’acquirente non è stato, in concreto, ingannato

La sentenza n. 25073/2010 del 2 luglio 2010 della seconda sezione penale della Cassazione ha stabilito che la vendita con segni mendaci è punibile ai sensi dell’art. 474 c.p. anche nel caso in cui il marchio non sia stato registrato ed anche se l’acquirente non risulti, in concreto, essere stato ingannato. Continua

Vendita di prodotti industriali con segni mendaci

In una recente decisione (2 dicembre 2009) il Tribunale Penale di Bari ha avuto occasione di enunciare, in materia di delitti contro l’industria ed il commercio, il seguente principio di diritto:

Il reato di introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi previsto dall’art. 474 c.p. non può avere ad oggetto beni che costituiscono una mera imitazione figurativa di prodotti industriali, senza alcun marchio o altro segno distintivo della merce che risulti abusivamente riprodotto ovvero falsificato. Ai fini dell’integrazione dell’elemento oggettivo del suddetto reato ciò che rileva è esclusivamente la possibilità di confusione tra i marchi per la cui individuazione è sufficiente ma imprescindibile un raffronto tra i segni e non già quella tra i prodotti. In sostanza la prova dell’elemento materiale del delitto previsto dall’art. 474 c.p. richiede la dimostrazione in primo luogo della materiale esistenza, sui prodotti e sugli oggetti, di segni distintivi contraffatti (marchi riprodotti su etichette, confezioni o altri elementi di individuazione della provenienza del prodotto, ovvero direttamente sui prodotti contraddistinti dai marchi), non essendo sufficiente la pura imitazione di talune caratteristiche estetiche dei prodotti e dei beni riconducibili all’attività produttiva svolta dal titolare del segno distintivo registrato“.

Norme definitive in materia di “Made in Italy e prodotti interamente italiani”

Nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 24 novembre 2009 è pubblicata la Legge 20 novembre 2009 n. 166 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n.135 recante Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee.

L’articolo 16 della presente legge di conversione aggiunge il comma 8-bis al corrispondente articolo del citato decreto-legge 135/09, che aveva introdotto nel nostro ordinamento nuove norme in materia di “Made in Italy e prodotti interamente italiani”, divenute ad oggi definitive.

Ecco la disciplina attuale:

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