Copyright sulla voce del Pontefice

Il 19 Marzo 2011 lo Stato della Città del Vaticano ha introdotto una nuova legge sul diritto d’autore volta a tutelare contro ogni possibile rischio di manipolazione ed abuso commerciale, oltre che l’immagine, gli scritti ed i contenuti dei discorsi del Pontefice, anche la Sua voce. Quanto agli scritti, l’obiettivo non é solo quello di disciplinarne i diritti di diffusione e riproduzione, ma soprattutto quello di tutelare l’originalità e l’integrità dei testi da tutte le possibili manipolazioni a cui questi possono venire sottoposti. Ciò comporterà per la Santa Sede, ad esempio,  il diritto di chiedere ad un editore, anche su Internet, la correzione o la rimozione di un documento pubblicato a scopo commerciale, senza autorizzazione o con errori o modifiche del testo. Per quanto riguarda l’ immagine del Pontefice, ne vengono impediti tutti gli usi (e gli abusi commerciali) che possano arrecare pregiudizio, in qualsiasi modo, all’onore, alla reputazione, al decoro o al prestigio della Sua Persona. Si pensi, a tale proposito, che in passato si era arrivati a stampare l’immagine di Papa Wojtyla sui lecca lecca. Ma la vera novità introdotta in tema di diritto d’autore rigurda la voce del Pontefice: se già lo statuto della Radio Vaticana attribuisce all’emittente il compito di “costituire, custodire e gestire l’archivio sonoro pontificio” garantendone “la salvaguardia del carattere pastorale e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale”, adesso viene introdotto, in sostanza, un vero e proprio diritto alla voce del Pontefice per impedire che altri possano, ad esempio, lucrare sulla riproduzione di essa.