Legge sul diritto d’autore: i diritti relativi alla corrispondenza epistolare non si estendono al contenuto di una intervista

L’art. 93 della Legge n. 633/1941 sul diritto d’autore disciplina i diritti relativi agli epistolari, alle memorie familiari e personali e a tutti gli altri scritti della medesima natura, contenenti cioè informazioni di carattere confidenziale e personale inerenti all’intimità della vita privata. Con una recentissima ordinanza (17 marzo 2011) la Sezione Specializzata Industriale del Tribunale di Bologna ha rigettato una domanda di inibitoria alla distribuzione del libro “Alda Merini con Stefano Mastrosimone – Una specie di Follia”, in quanto pretesamente pubblicato in violazione anche dell’art. 93 L. n. 633/1941, avanzata dagli eredi legittimi di Alda Merini. Sul punto, in particolare, il Giudice Atzori del Tribunale di Bologna ha specificato che “Quanto alla invocata tutela di cui all’art. 93 L. 633/1941 va premesso che detta norma disciplina i diritti relativi agli scritti che contengono informazioni di carattere confidenziale e personale, inerenti all’intimità della vita privata che, per tale motivo, subiscono delle limitazioni in fase di pubblicazione e divulgazione. Appare evidente, dunque, che detta tutela non può estendersi al contenuto di una intervista, in cui l’intervistata racconta e riflette sulla propria vita, con la piena consapevolezza che tali dichiarazioni sono destinate ad essere pubblicate e divulgate ed aventi ad oggetto fatti – come si preciserà oltre – nient’affatto inediti. Trattasi di connotazioni tipiche di una biografia autorizzata che è ontologicamente diversa ed opposta rispetto alle memorie familiari o a un epistolario che presentano entrambi, come tratto saliente, la segretezza che giustifica, appunto, la necessità dei consensi dei soggetti coinvolti“. Il Tribunale di Bologna conclude ricordando come proprio per le motivazioni esposte il segreto epistolare è bilaterale, mentre così non è per il caso delle memorie familiari nelle quali manca l’interlocutore e, per le stesse ragioni, il diritto a mantenere la riservatezza rientra nella categoria dei diritti disponibili, potendo, quindi, il titolare decidere liberamente di rinunciarvi.

Fonte: www.filodiritto.com