Nuovi progressi in Cina nella protezione dei diritti di Proprietà Intellettuale

Con un comunicato ufficiale, Gao Feng – Vice Direttore del Dipartimento per i crimini economici presso il Ministero di Pubblica Sicurezza della Repubblica Popolare Cinese – ha divulgato pochi giorni fa i risultati dell’operazione iniziata lo scorso mese di Ottobre e diretta a contrastare la illecita diffusione delle opere protette da copyright nella rete Internet (c.d. pirateria informatica), che ha portato all’arresto di circa 4.000 persone. Tale operazione si inserisce all’interno di un ampio programma di azione predisposto dal Governo Cinese e volto ad arginare le dilaganti contraffazioni nel campo dei diritti di Proprietà Intellettuale in Cina.

A tale proposito vale la pena menzionare anche il recente documento della Suprema Corte Popolare, emanato congiuntamente con il Ministero di Pubblica Sicurezza Cinese, allo scopo di fare chiarezza all’interno del quadro normativo e giurisprudenziale in materia di copyright in Cina. In base a tale documento, chiunque diffonda attraverso la rete Internet, a scopo di lucro e senza l’autorizzazione del titolare dei diritti di copyright, un lavoro scritto, un’opera musicale o cinematografica, un programma televisivo o altre opere delle arti visive, un software per computer o altre “opere” dell’ingegno, rischia fino a tre anni di reclusione. La pena massima sarà inflitta nei casi più gravi di pirateria on-line, e cioè una volta accertata almeno una delle seguenti condizioni: che il  guadagno ottenuto per mezzo della violazione superi i 50.000 Yuan (circa 7.500 $); che il numero delle opere coinvolte nella violazione sia superiore a 500; che siano state registrate più di 50.000 visualizzazioni delle pagine contenenti l’opera diffusa o riprodotta illecitamente; o che, nel caso di necessaria registrazione per l’accesso alla riproduzione illecita dell’opera altrui, sia stato raggiunto il numero di almeno 1000 iscritti.

Con questo nuovo documento e con la corrente campagna di repressione della pirateria informatica, il Governo Cinese auspica una consistente diminuzione dei casi di violazione dei diritti di Proprietà Intellettuale commessi attraverso la rete Internet, anche al fine di dare una risposta positiva alle continue pressioni provenienti dalle potenze occidentali, ed in particolar modo dagli Stati Uniti, che poco meno di due anni fa avevano presentato dinnanzi all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) una denuncia in cui accusavano il Governo Cinese di violare con le proprie leggi e con l’inerzia delle autorità competenti, gli accordi sul commercio in materia di brevetti, di diritto d’autore e di marchi.